Recensione di Invincible 1

Recensione a cura di Luca “Silver Surfer” Invernizzi

INVINCIBLE
di Robert Kirkman

Le persone comprano fumetti per un sacco di motivi diversi: c’è chi vuole leggere qualcosa sul treno, chi si ricorda di quando era ragazzino, chi davvero non riesce a rispondere al richiamo della natura senza un volumetto in mano e via discorrendo.

Io principalmente li compro per potermene lamentare.

Mi dà una certa soddisfazione spalare merda su un fumetto, che posso farci: ognuno ha i suoi hobby e io ho dovuto scegliere tra questo e ammazzare le coppiette che si appartano per pomiciare. Ho scelto quello più socialmente accettabile. Di poco.
Capirete quindi il fastidio che genera, in me, un fumetto senza qualcosa di cui lamentarsi. Mi fa prudere le dita. Mi irrita. E’ la sensazione che mi lascia Invincible, di Kirkman, pubblicato da Saldapress in Italia.

Intanto è disegnato e colorato benissimo. Un tratto minimale, preciso e dinamico. Avevo la speranza che con il cambio di disegnatore, avvenuto dopo qualche numero, la situazione peggiorasse, ma niente da fare: la qualità è rimasta altissima. I colori pastello, che si piegano a sottolineare i momenti di tensione con eleganza, sono praticamente perfetti. Poi uno non deve incazzarsi.

Fosse solo quello avrei anche potuto farcela. Quanti fumetti disegnati benissimo hanno almeno il buon gusto di essere noiosi come i parenti sotto le feste? E invece anche qui, Invincible è divertente. Troppo perfino. Come si permette Kirkman, di essere così divertente? Non si rende conto della situazione in cui mi mette? Il fumetto non si ferma mai, gioca con il ritmo continuamente, propone senza sosta nuovi nemici, nuovi ostacoli, nuovi problemi. Quel furbone dell’autore, per non rischiare di rimanere senza materiale, infila continuamente splash page con perfidi scienziati pazzi che tramano nell’ombra, vignette di mostri extradimensione pronti ad attaccare, alieni immortali e inarrestabili in viaggio verso la terra; il tutto nel mezzo della storia precedente in modo da ritrovarsi, alla fine della saga corrente, con altro materiale da lanciare addosso al lettore. Questo è giocare sporco, signor Kirkman. Non creda che non me ne sia accorto.

Ora, parliamoci chiaro. Quando ho cominciato a leggerlo una speranza l’avevo. La storia spensierata di questo ragazzo, figlio del più grande super eroe della terra, era divertente, spigliata e leggera e io ho creduto che fosse quello il suo punto debole. Era una boccata d’aria fresca in mezzo ai super eroi musoni e grigi dell’era moderna, certo, ma a lungo andare si sarebbe seduto: un fumetto senza nervo, senza interesse. Quando, intorno all’episodio 10, l’autore scopre le sue carte e sconvolge il mondo leggero del personaggio che ci ha presentato mi sono ritrovato a lanciare il volume che avevo in mano contro il muro. Maledetto Kirkman.

Mi rimaneva giusto la soddisfazione di sapere che i volumi in cui Invincible era pubblicato, quando io ho cominciato a leggerlo anni fa, erano costosi. 15 euro per 6 episodi. A volte 12 per 4. In questo modo nessuno lo avrebbe cominciato per sbaglio, e io di certo non gli avrei fatto pubblicità. Il problema è che ora la Saldapress ha cominciato a pubblicarlo spillato a meno di 4 euro per 3 storie. E, orrore!, il primo numero a un euro di meno.

E’ finita che al momento leggo un fumetto di cui non mi posso lamentare. Vorrei smettere, ma non ci riesco, è troppo divertente. Quindi occhio, se vi capita di vederlo in fumetteria, in mezzo agli spillati della Marvel e della DC, non fatevi fregare dall’aspetto innocuo e colorato. Non dite “massì, mi compro il primo, costa 2.90, chemmifrega”. Non ci cascate.

Io vi ho avvisato.

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