Recensione di SAGA 1

Recensione a cura di Isaia “Bestia” Maccali

SAGA

Saga è il nuovo lavoro firmato da Brian Vaughan e Fiona Staples, pubblicato in America dalla Image Comics e da noi dalla Bao.

Questa serie è l’ennesima conferma che la Image sta davvero maturando, dopo averci “allietato” per anni con uomini super muscolosi (e deformi, quando li disegnava Liefeld) e donne… ehm…. prosperose negli ultimi anni sta tirando fuori delle cose davvero carine (il mega successo The Walking Dead e Morning Glories, per nominarne un paio), e insieme alla Dark Horse si sta conquistando quella fetta di pubblico adulto che la Vertigo sta perdendo (purtroppo) nel corso degli anni.

Saga è una storia dichiaratamente a metà fra fantasy e fantascienza, in cui due novelli Romeo e Giulietta appartenenti a due fazioni contrapposte (un pianeta e il suo satellite principale), scappano dalla cattura insieme alla loro neonata, che nella storia assume anche il ruolo di narratrice.

 L’ambientazione è decisamente curiosa, visto che mescola elementi provienienti da più fonti: l’aspetto dei protagonisti (deei simil-demoni) e le creature nei boschi dal fantasy, astronavi e armi futuristiche, oltre all’inquietantissimo aspetto dei nemici (umani con una televisione come testa, che trasmette del contenuto nei momenti di forte emotività) dalla fantascienza con alcune piccolezze realistiche (tipicamente nei dialoghi), creando uno sfondo decisamente particolare alle vicende narrate.

I dialoghi sono molto moderni e frizzanti (come Vaughan ci ha ben abituato), anche se forse in alcuni passaggi risultano fin troppo realistici (ma probabilmente è una scelta stilistica).

Ho trovato davvero niente male l’apparato grafico, che oltre ai bellissimi disegni della Staples sceglie di rappresentare le didascalie direttamente nel contesto della vignetta, cosa abbastanza poco usuale nei comics.

Nonostante l’apparente troppa carne al fuoco, il tutto è decisamente scorrevole e mette parecchia curiosità sullo sviluppo della vicenda.

Unica nota dolente (per i fissati come me) è il formato stranamente più piccolo dello standard TPB, vizio che la BAO persevera nell’avere…

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